Se sei alla ricerca di una tastiera che unisca design accattivante, prestazioni eccellenti e possibilità di personalizzazione, la tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus potrebbe essere proprio ciò che fa per te. Non è solamente un prodotto funzionale, ma anche un dispositivo che arricchisce l’esperienza di utilizzo ad uno stile unico ispirato a Cinnamoroll, uno dei personaggi più amati di Sanrio. In questo articolo, esploreremo a fondo le caratteristiche di questa tastiera meccanica, come si comporta durante le sessioni di gioco e come si confronta con altre tastiere sul mercato.
Quale tipologia di tastiera scegliere
Quando si tratta di scegliere una tastiera per PC, le opzioni sono moltissime: ogni tipo ha delle peculiarità che rispondono ad esigenze specifiche. Le tastiere meccaniche, come l’Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus, sono particolarmente apprezzate per la loro reattività e durata, ma non sono l’unica opzione disponibile.
Esploriamo brevemente le varie tipologie di tastiera e cosa le rende uniche.
Tastiere a Membrana
Le tastiere a membrana sono le più comuni e anche le più economiche. Funzionano con un sistema di tasti a pressione che, quando premuti, attivano una membrana che invia il segnale al computer. Sebbene siano più silenziose e abbiano un costo inferiore, tendono a offrire un feedback meno soddisfacente rispetto alle tastiere meccaniche, e la durata è generalmente inferiore.
Tastiere Meccaniche
Le tastiere meccaniche sono la scelta preferita per chi cerca prestazioni superiori, specialmente nel gaming. Ogni tasto è dotato di un interruttore meccanico indipendente che offre una risposta rapida e precisa. La tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è costruita con switch che garantiscono una maggiore durata (milioni di pressioni) e una sensazione tattile ben definita, ideale per chi scrive o gioca per lunghe sessioni.
Tastiere a Switch Ottici
Le tastiere con switch ottici sono una variante delle tastiere meccaniche, ma al posto dei tradizionali interruttori a molla, utilizzano la luce per attivare il segnale. Questo tipo di tastiera offre una risposta ancora più rapida rispetto alle meccaniche tradizionali, con una latenza quasi inesistente, e una durata maggiore. Tuttavia, potrebbero non essere la scelta ideale per chi cerca un feedback tattile pronunciato, come quello delle tastiere meccaniche.
Tastiere Ergonomiche
Le tastiere ergonomiche sono progettate per ridurre lo stress sulle mani e sui polsi, spesso con una disposizione dei tasti inclinata o divisa. Queste tastiere sono l’ideale per chi passa molte ore a digitare e cerca di minimizzare il rischio di problemi muscolo-scheletrici come la sindrome del tunnel carpale.
Come scegliere la tastiera giusta
La scelta della tastiera dipende molto dall’uso che ne farai. Se sei un gamer, una tastiera meccanica come la Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus sarà probabilmente la scelta migliore, grazie alla sua risposta rapida e al feedback preciso. Se invece scrivi molto, una tastiera ergonomica potrebbe essere la soluzione per te. Se invece cerchi un prodotto più economico per un utilizzo generico, una tastiera a membrana sarà più che sufficiente.
La tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus si adatta perfettamente a chi cerca il meglio in termini di prestazioni e design, mantenendo il comfort e l’estetica.
Caratteristiche tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus
L’Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è una tastiera meccanica che non solo si distingue per le sue prestazioni elevate, ma anche per il suo design accattivante e il tema che richiama il famoso personaggio di Sanrio. Ecco le sue principali caratteristiche:
Design Unico e Tematico
Il design dell’Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è ispirato a Cinnamoroll, un adorabile cucciolo di cane bianco, ed è pensato per attirare chi ama l’estetica kawaii.
La tastiera presenta una combinazione di colori pastello delicati, con tasti tondi che ricordano lo stile del personaggio. La sua estetica accattivante rende la tastiera perfetta per un ambiente di lavoro o gioco giovane e moderno, ma senza compromettere le prestazioni.
Switch Meccanici Alta Qualità
La tastiera è dotata di switch meccanici, che offrono una risposta precisa e rapida. Questo tipo di switch è particolarmente amato dai gamer e da chi scrive molto, poiché fornisce una sensazione tattile chiara con ogni pressione del tasto. Gli switch meccanici sono anche più resistenti rispetto alle tastiere a membrana, garantendo una durata molto maggiore e una qualità costante nel tempo.
Retroilluminazione RGB Personalizzabile
Una delle caratteristiche più attraenti della tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è la retroilluminazione RGB. Puoi personalizzare i colori e gli effetti di illuminazione in base alle tue preferenze, creando un’atmosfera unica per ogni tipo di utilizzo. La possibilità di personalizzare l’illuminazione rende questa tastiera ancora più coinvolgente, soprattutto durante le sessioni di gaming.
Layout Compatto
La tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus ha un layout compatto che la rende ideale per chi ha uno spazio limitato sulla scrivania o preferisce una tastiera più piccola senza rinunciare alla funzionalità. Nonostante le dimensioni ridotte, tutti i tasti principali sono facilmente accessibili, con un layout che permette un’esperienza di digitazione confortevole.
Durata e Resistenza
Con un ciclo di vita che può raggiungere i 50 milioni di pressioni per tasto, la tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è progettata per durare nel tempo. Grazie alla sua costruzione robusta, può sopportare lunghe sessioni di gioco o di scrittura senza perdere di efficacia. Inoltre, la tastiera è resistente a polvere e piccole infiltrazioni di liquidi, una caratteristica che aumenta la sua durata.
Modalità di connessione multipla
Una delle caratteristiche più interessanti della tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è la sua funzionalità Multi-Modes, che consente di connettersi a più dispositivi in modo semplice e veloce. La tastiera offre tre modalità di connessione: Bluetooth 5.0, multi-host 2.4GHz (con un ricevitore incluso) e wired USB Type-C.
Grazie a questa versatilità, è possibile passare facilmente da un dispositivo all’altro senza dover scollegare o riconnettere manualmente la tastiera.
Bluetooth 5.0: Consente di collegare la tastiera senza fili a dispositivi compatibili come laptop, tablet o smartphone, con una connessione stabile e veloce.
Multi-host 2.4GHz: Utilizzando il ricevitore USB incluso, è possibile collegare la tastiera a più dispositivi contemporaneamente, passando tra di essi con un semplice switch.
Wired Type-C: Per chi preferisce una connessione diretta e priva di latenza, la modalità cablata via USB Type-C garantisce una connessione stabile e senza ritardi, ideale per sessioni di gioco intense o per lavoro.
Il passaggio tra le modalità avviene in modo semplice, grazie a un interruttore dedicato sulla tastiera, che consente di scegliere la modalità desiderata in base alle esigenze. Questa funzionalità è perfetta per chi utilizza diversi dispositivi, offrendo una grande flessibilità e comodità senza sacrificare le prestazioni.
Ergonomia e Comfort
Nonostante la sua estetica giocosa, la tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è progettata per offrire comfort anche durante le lunghe sessioni di utilizzo. Il design dei tasti e la loro distanza sono studiati per ridurre l’affaticamento delle dita, mentre la struttura leggera della tastiera permette di manovrarla facilmente senza sforzo.
Unboxing e prova pratica tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus
L’esperienza di unboxing della tastiera Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus inizia già con la confezione, che cattura l’attenzione grazie al suo design accattivante e tematizzato. Appena apriamo la scatola, il primo impatto è quello di un prodotto ben confezionato e protetto, pronto per essere utilizzato immediatamente. Il packaging, infatti, è curato nei minimi dettagli e presenta un design che richiama direttamente il mondo di Cinnamoroll, con colori pastello e immagini del personaggio che decorano la scatola.
All’interno della confezione troviamo:
La tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus – Un oggetto davvero ben fatto, con il suo aspetto unico e il layout compatto che colpisce subito per la sua estetica fresca e giocosa.
Cavo USB-C sufficientemente lungo da consentire una facile connessione alla maggior parte delle postazioni di gioco o lavoro.
Manuale d’uso con le istruzioni su come configurare e personalizzare la tastiera, incluse informazioni sul software e sulla personalizzazione della retroilluminazione
Pulsanti aggiuntivi – Alcune tastiere meccaniche, come questa, vengono fornite con tasti extra, ma in questo caso il focus è sul design piuttosto che sulla possibilità di sostituire singoli tasti. Tuttavia, Akko ha incluso tasti decorativi opzionali per aggiungere un tocco di personalizzazione.
Pinze per estrazione dei tasti
Chiavetta USB per collegamento wireless
Una volta estratta dalla confezione, la tastiera meccanica si presenta immediatamente solida e ben costruita come testimoniato dal peso, con una superficie che emana una sensazione di alta qualità. Il design, ispirato a Cinnamoroll, è perfetto per chi ama l’estetica kawaii, e i colori pastello si abbinano splendidamente a qualsiasi ambiente di gioco o studio.
E’ evidente fin dall’unboxing che Akko ha pensato ad ogni piccolo dettaglio per offrire una presentazione che rispecchia il carattere e la qualità della tastiera meccanica Cinnamoroll Star 5108B Plus.
Ora che abbiamo esplorato le caratteristiche principali e come si presente la tastiera Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus, è il momento di vedere come si comporta durante l’uso quotidiano, in particolare nei giochi. Mia figlia ha testato la tastiera con Roblox e Genshin Impact, due dei suoi giochi preferiti. Qui di seguito riportiamo l’esperienza pratica.
Collegamento, installazione e configurazione
Il collegamento dell’Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è stato rapido e semplice. Basta collegare il cavo USB-C incluso alla tastiera e al computer per iniziare a utilizzarla. Non sono necessarie installazioni particolari, poiché la tastiera è compatibile con la maggior parte dei sistemi operativi senza bisogno di driver aggiuntivi.
In pochi secondi, la tastiera è pronta per essere utilizzata, e la sua personalizzazione consente di creare un’esperienza unica sia per il gioco che per la scrittura.
Durante il test, l’illuminazione RGB della tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus ha impressionato per la sua brillantezza e personalizzazione, con colori vivaci che hanno reso l’esperienza di gioco ancora più coinvolgente.
Roblox: Dinamicità e Personalizzazione
In Roblox, un gioco noto per la sua natura dinamica e creativa, la tastiera ha performato alla grande. Ogni tasto è stato reattivo, e la precisione del feedback tattile è stata perfetta, specialmente durante le azioni rapide. La retroilluminazione RGB si è adattata ai cambiamenti di gioco, creando un’atmosfera immersiva che ha arricchito l’esperienza di gioco.
Genshin Impact: Precisione e Reattività
In Genshin Impact, un gioco che richiede riflessi rapidi e un’alta precisione, la tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus ha dimostrato la sua superiorità. I tasti sono stati reattivi e pronti, e la tastiera ha risposto istantaneamente agli input. Il feedback tattile durante le azioni più intense è stato eccellente, e la retroilluminazione ha reso il tutto ancora più coinvolgente.
Conclusioni sulla tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus
La tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus unisce prestazioni elevate, design unico e personalizzazione avanzata. Per mia figlia, che ama giochi come Roblox e Genshin Impact, la tastiera ha offerto un’esperienza di gioco senza intoppi, con una risposta rapida e una sensazione di comfort anche durante le sessioni più lunghe. Il design ispirato a Cinnamoroll ha aggiunto un tocco di originalità che rende la tastiera non solo funzionale, ma anche un vero e proprio oggetto da esporre sulla scrivania.
La retroilluminazione RGB personalizzabile, gli switch meccanici e il software di configurazione sono elementi che amplificano l’esperienza d’uso, rendendola adatta sia ai gamer che a chi cerca una tastiera che possa essere adattata alle proprie esigenze. Inoltre, grazie alla sua robustezza e durata, la tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus vale ogni euro speso!
Se sei alla ricerca di un dispositivo che unisca funzionalità, estetica e personalizzazione, la tastiera meccanica Akko Cinnamoroll Star 5108B Plus è sicuramente una delle migliori opzioni sul mercato.
Ringraziamo Akko per averci dato l’opportunità di testare questa tastiera e di fornire una recensione approfondita.
Sostituire o cambiare termostato caldaia: caratteristiche termostato caldaia universale
Quando dobbiamo sostituire il termostato per caldaia, il primo passo è quello di decidere la tipologia del nuovo termostato caldaia universale che soddisfa al meglio le nostre esigenze:
Sostituire termostato caldaia: schema elettrico collegamento e contatto pulito per installazione
Un termostato caldaia universale ha la ovvia funzione di comandare l’accensione (on) e lo spegnimento (off) di una caldaia per riscaldamento in base alla temperatura corrente ed a quella desiderata.
Per fare questo e’ dotato internamente di un relè con un contatto elettrico che viene chiuso (o aperto) quando necessario.
I morsetti di collegamento del contatto disponibili sul termostato caldaia universale sono due o tre, identificati spesso dalle etichette NO, NC e COM:
C (o COM): comune
NA (o NO): contatto normalmente aperto
NC: contatto normalmente chiuso
Nel caso che il termostato caldaia universale non sia alimentato mediante batteria ma bensì tramite la rete elettrica saranno anche presenti i corrispondenti morsetti di collegamento:
L: cavo di alimentazione di fase
N: cavo di alimentazione neutro
La quasi totalità dei modelli sul mercato è un termostato 3 fili, ovvero con tutti e tre i morsetti del contatto disponibili per il collegamento.
Prendiamo come esempio di riferimento il termostato WiFi BTicino Smarther 2 che è alimentato mediante rete elettrica:
Morsetti N, L, NO, NC, COM termostato BTicino Smarther 2
N: cavo di alimentazione neutro
L: cavo di alimentazione di fase
NO: contatto normalmente aperto
NC: contatto normalmente chiuso
C: comune
La tipologia di collegamento dipende dal caso specifico di impianto di riscaldamento e dall’ingresso previsto nel dispositivo da comandare:
Caldaia o pompa di calore dotata di ingresso per termostato ambiente
Collegare termostato alla caldaia
Dispositivo da comandare con tensione di rete elettrica (es. valvola di zona, pompa di circolazione, bruciatore)
Fate molta attenzione: facendo arrivare per errore la tensione di rete elettrica ad un ingresso per contatto pulito, potreste danneggiare la sua scheda elettronica della caldaia o della pompa di calore!
Completiamo con una carrellata di esempio con il lato posteriore di modelli di termostato 2 o 3 fili molto diffusi sul mercato, sia a batteria che con alimentazione di rete:
Come potete notare dispongono tutti di contatto pulito in uscita: questo li rende versatili sia per comandare l’ingresso di una caldaia o pompa di calore oppure una valvola di zona dell’impianto.
E’ importante conoscere le caratteristiche elettriche del contatto, ovvero la potenza elettrica massima in grado di supportare, solitamente espresse nella modalità seguente:
tensione massima (tipicamente 250 V)
corrente massima carico resistivo (tipicamente 5 A)
corrente massima carico induttivo (tipicamente 2 A)
Ci sono molti casi in cui non è facile assicurare un comfort ottimale in tutte le zone che compongono la nostra abitazione, soprattutto quando non perfettamente isolata e disposta su più piani:
soggiorno con grandi finestre che nel pomeriggio permettono al raggi del sole di riscaldare la stanza, soprattutto ad inizio e fine stagione
stanze sul lato nord che tendono ad essere un po’ più fredde
bagni in cui magari vogliamo una temperatura un po’ più alta mentre ci laviamo
camere da letto nelle quali una temperatura lievemente inferiore
Le principali soluzioni disponibili per differenziare la temperature nei vari ambienti prevedono l’utilizzo di elementi di controllo del calore:
valvole di zona con cui suddividere il riscaldamento delle varia stanze, sia con pavimento radiante che termosifoni
valvole termostatiche per regolare il calore per ciascun radiatore
Nel caso di riscaldamento centralizzato queste valvole sono sufficienti, ma nel caso di un impianto di riscaldamento autonomo come possiamo fare per comandare accensione e spegnimento della caldaia o della pompa di calore in modo che ciascuna stanza raggiunga la temperatura ambiente desiderata?
La soluzione è quella di collegare più termostati alla caldaia, ciascuno dei quali può misurare la temperatura rappresentativa di una certa stanza della nostra casa e comandare l’accensione e lo spegnimento del riscaldamento:
Impianto di riscaldamento con più termostati
Ma come collegare ciascun termostato alla caldaia in questo caso?
Abbiamo a disposizione due opzioni di collegamento a seconda della tipologia di comportamento che vogliamo ottenere per il nostro impianto di riscaldamento:
Collegare due termostati alla caldaia in parallelo
In questo caso basta che uno solo dei due termostati richieda riscaldamento per comandare l’accensione della caldaia; solo quando entrambi interrompono tale richiesta la caldaia si spegne.
Schema per collegare due termostati alla caldaia in parallelo
Collegare due termostati alla caldaia in serie
Con quest’altra opzione, entrambi i termostati devono richiedere riscaldamento per accendere la caldaia; basta che un solo termostato interrompa la richiesta per spegnere la caldaia
Lo schema da utilizzare per collegare due termostati alla caldaia in serie è il seguente:
Schema per collegare due termostati alla caldaia in serie
Nel caso di impianto di riscaldamenti a termosifoni, un sistema di riscaldamento intelligente costituito da un termostato WiFi BTicino Smarther 2 associato con le valvole termostatiche WiFi BTicino Netatmo potrebbe essere la soluzione ottimale:
il termostato smart assicura l’accensione della caldaia entro i limiti di temperatura desiderati misurati in uno spazio comune come un corridoio
le valvole termostatiche intelligenti regolano in modo fine la temperatura in ciascuna stanza
Sostituire termostato caldaia 2 o 3 fili: schema elettrico collegamento
Passiamo ora ad un po’ di esempi di come installare o sostituire termostato caldaia 2 o 3 fili, estrapolando dalla documentazione tecnica dei modelli di caldaia a condensazione più diffusi sul mercato lo schema elettrico di collegamento.
Collegamento termostato caldaia Ariston Clas One
Collegamento termostato caldaia Ariston Clas One
Collegamento termostato caldaia Beretta Ciao Green
Come collegare termostato alla caldaia Beretta Ciao Green
Collegamento termostato caldaia Ferroli DIVACONDENS D plus
Come collegare termostato alla caldaia Ferroli DIVACONDENS D plus
utilizzare 2 cavi elettrici di sezione 1,5 mm² di colori distinti a scelta rosso, arancio, viola, grigio, bianco, rosa o turchese; non utilizzare gli altri colori riservati come nero, marrone e blu chiaro
rimuovere il ponticello tra i 2 ingressi della caldaia
collegare l’uscita termostato C (o COM) al primo ingresso caldaia
collegare l’uscita termostato NA (o NO) al secondo ingresso caldaia
Lo schema elettrico collegamento termostato 2 o 3 fili alla caldaia nell’esempio del Perry TE543, che necessita anche di alimentazione elettrica, risulta il seguente:
Vi raccomando sempre e comunque di verificare la documentazione del vostro termostato e della vostra caldaia prima di procedere con il collegamento per evitare danni alla scheda elettronica della caldaia stessa.
Metto i riferimenti ad alcuni dei prodotti più popolari:
Sostituire termostato caldaia esistente: come collegare termostato 2 o 3 fili?
Prima di sostituiretermostato caldaia 2 o 3 fili è bene individuare ed analizzare i conduttori che sono collegati.
In molti casi troverete semplicemente un collegamento esistente con 2 cavi che vanno verso la caldaia di colore rosso, arancio, viola, grigio, bianco, rosa o turchese: abbiamo a che fare con un termostato a batteria.
Se il nuovo termostato è alimentato con la rete occorrerà allora aggiungere i cavi di fase e neutro a tale scopo.
Nella maggior parte dei casi troverete invece più cavi di cui alcuni nei colori come marrone, nero e blu chiaro: siamo di fronte ad un termostato con alimentazione di rete. In questo caso avrete dunque di fronte:
cavo di fase di colore marrone o nero (identificato come L sui morsetti del termostato)
cavo neutro di colore blu (identificato come N sulla morsettiera del termostato)
eventuale cavo di terra di colore giallo-verde (identificato come GND sui morsetti del termostato)
coppia di cavi verso la caldaia nei colori rosso, arancio, viola, grigio, bianco, rosa o turchese (identificati come C o COM ed NO o NA sulla morsettiera del termostato)
Collegare termostato alla caldaia
Nel caso il nuovo termostato sia a batteria, come gli esempi Fantini Cosmi CH110, BPT TH400 e Plikc Neve, i cavi di alimentazione esistenti non vi serviranno a nulla altrimenti potrete riutilizzarli, come per BTicino Smarther e Perry TE543.
Potreste anche scoprire che il vecchio termostato non sia collegato alla caldaia ma bensì ad una valvola di zona. In questo caso ve ne accorgereste dalla presenza di una terna di cavi nei colori rosso, arancio, viola, grigio, bianco, rosa o turchese collegati ai tre morsetti del contatto pulito (C o COM, NC ed NO o NA sulla morsettiera del termostato)
Collegamento termostato elettrovalvola
Attenzione a non confondere il pannello comandi a distanza della vostra caldaia con un termostato esterno. Nella maggior parte dei casi anche in questo caso vengono utilizzati due cavi di collegamento dove far passare sia alimentazione che comandi. La differenza sta nelle funzionalità che sono sicuramente più ricche (configurazione complessiva della caldaia, acqua calda sanitaria) rispetto ad un semplice crono-termostato. Se avete dei dubbi recuperate il manuale della vostra caldaia.
Mi raccomando comunque sempre di fare attenzione a non confondere una unita’ di controllo remoto della vostra caldaia con un normale termostato: potreste avere delle sorprese.
Come sostituire termostato caldaia o installare termostato Netatmo
Data l’enorme diffusione sul mercato, per vostra comodità ho riportato le video guide relativa al termostato intelligente Netatmo.
Come sostituire termostato caldaia senza fili con Netatmo
https://www.youtube.com/watch?v=TCgB52EIykk
Come sostituire termostato caldaia senza fili con Netatmo
Come sostituire termostato caldaia a 2 o 3 fili con Netatmo
https://www.youtube.com/watch?v=NaEMaKWkAMc
Come sostituire termostato caldaia a 2 o 3 fili con Netatmo
Come cambiare termostato caldaia o installare termostato BTicino Smarther 2
Anche il modello di termostato WiFi di seconda generazione BTticino Smarther 2 e’ molto diffuso, anche in questo caso per vostra comodità trovate la video guide.
Come cambiare termostato caldaia con BTicino Smarther 2
https://www.youtube.com/watch?v=YpIVrishJgU
Come cambiare termostato caldaia con BTicino Smarther 2
Scopriamo insieme Shelly 1 V3, l’interruttore WiFi con contatto pulito, sempre più diffuso nella domotica fai da te a basso prezzo in Italia. Recensione e guida completa con schema elettrico di collegamento anche come pulsante e deviatore. Istruzioni app Shelly Cloud compatibile con Google Home ed Alexa. Confronto Sonoff Mini vs Shelly 1.
Lo Shelly 1 V3, di produzione europea sempre più diffuso nella domotica fai da te in Italia, e’ un interruttore WiFi a basso prezzo controllabile da remoto mediante smartphone con l’App Shelly Cloud, disponibile sia per Android che iOS, dotato di molte funzionalità:
Nella famiglia di dispositivi della Allterco ci sono diversi modelli di interruttori WiFi tra cui scegliere in base a:
numero di carichi elettrici controllabili indipendentemente
potenza elettrica massima degli apparecchi elettrici comandati
disponibilità di contatto pulito in uscita
misura dell’energia elettrica consumata dal carico elettrico controllato
I dispositivi smart Allterco permettono di controllare i nostri elettrodomestici di casa mediante il vostro smartphone con tre differenti modalità di collegamento:
Access Point: lo smartphone od il PC si collega direttamente all’access point WiFi del singolo dispositivo utilizzando poi, mediante browser, la web app incorporata nel dispositivo stesso
Locale: smartphone e dispositivi sono collegati al router WiFi di casa senza accedere ad internet
Cloud: i dati sono scambiati dal device con l’app sul vostro smartphone attraverso l’uso di un server in cloud attraverso il collegamento ad internet
Le modalità Access Point e Locale permettono di gestire i dispositivi anche in assenza di collegamento ad internet; con l’opzione Cloud potete gestire remotamente i device ovunque vi troviate.
Quando scegliete un interruttore WiFi oppure una presa intelligente, raccomando di porre sempre grande attenzione alla corrente elettrica massima gestibile direttamente da ciascun canale:
L’interruttore WiFi risulta quindi molto flessibile nell’installazione ad incasso anche in una scatola 503 esistente:
Shelly 1 V3 schema elettrico di collegamento
Osservando il dispositivo dall’alto verso il basso si possono osservare rispettivamente:
i morsetti per effettuare i collegamenti elettrici
i PIN per la configurazione del tipo di alimentazione
i contatti della porta seriale (per caricare un firmware alternativo)
I PIN sono coperti da un tappino di gomma removibile.
I morsetti per i collegamenti elettrici sono i seguenti:
O e I uscite per comandare un carico elettrico (contatto pulito)
SW ingresso per integrare un comando esterno
L ingresso per l’alimentazione di rete (fase)
N ingresso per l’alimentazione di rete (neutro)
E’ importante osservare che le uscite, a differenza del Sonoff Mini, costituiscono un contatto pulito, ovvero elettricamente isolato dall’alimentazione del dispositivo. Grande punto a favore nella sfida per il trono di re della domotica fai da te in Italia tra Sonoff vs Shelly.
Questo significa che avete una elevata flessibilità nei collegamenti e non dovrete ricorrere ad un relè esterno addizionale se non nel caso di carichi di potenza superiore a quella supportata dal dispositivo. In questo senso il device e’ molto simile all’Ankuoo REC.
La prima operazione da effettuare, col dispositivo rigorosamente non alimentato per evitare rischi di danneggiamento, e’ selezionare la tipologia di alimentazione elettrica agendo sul ponticello del PIN relativo:
Lo Shelly 1 V3 prevede le seguenti tipologie di alimentazione possibili:
110 – 230 V AC o 24 – 60 V DC
12 V DC
Nel mio esemplare la configurazione di fabbrica prevede l’alimentazione a 230 V AC: purtroppo i PIN non sono facilmente visibili ed accessibili per cui fate particolare attenzione per evitare danni:
Shelly 1 V3 schema elettrico di collegamento
Lo schema di collegamento base di un carico elettrico in corrente alternata e’ il seguente:
Siamo ora pronti a vedere lo schema di collegamento elettrico in tutti i possibili scenari di utilizzo all’interno di un impianto elettrico esistente come interruttore, deviatore, invertitore o relè grazie all’ingresso di cui l’interruttore WiFi e’ dotato.
In tutti i casi l’interruttore WiFi da incasso Shelly 1 V3, uno dei pochi tra quelli più usati nella domotica fai da te in Italia, diventa un elemento di comando aggiuntivo in grado di mostrare sempre lo stato della lampadina collegata.
Shelly 1 V3 Schema elettrico collegamento con interruttore
Il caso più semplice di impianto elettrico esistente e’ quello di una lampadina comandata da un solo punto mediante interruttore unipolare esistente (punto luce interrotto) a cui aggiungere lo Shelly 1 V3 per il controllo remoto:
Schema elettrico collegamento con deviatore
Vediamo ora come controllare tramite lo Shelly 1 V3 un punto luce deviato esistente comandato mediante due deviatori:
Ometto il caso del punto luce invertito ovvero comandato da tre punti in cui lo schema e’ del tutto analogo.
Schema elettrico collegamento Shelly 1 V3 come relè passo passo
E’ possibile comandare remotamente con lo Shelly 1 V3 una lampadina controllata mediante più pulsanti ed un relè passo passo (punto luce a relè):
Schema di collegamento punto luce a relè
Ci sono più opzioni possibili ma quella che raccomando prevede di sostituire il relè con uno Shelly 1 V3 al fine di poter disporre dello stato aggiornato del carico sull’app Shelly Cloud:
Nel caso sia necessario, potrete procedere al Factory Reset mediante l’app Shelly Cloud: per effettuare la rimozione dello Shelly 1 V3 dal profilo e ripristino delle impostazioni di fabbrica
Nel caso in cui non riusciate più a raggiungere il vostro dispositivo mediante l’app o l’interfaccia web, ad esempio avendo aggiornato in modo errato le credenziali WiFi, potete procedere al reset dello Shelly 1 V3 in modalità fisica:
se alimentato, togliete e ripristinate l’alimentazione
entro 1 minuto, premete per 5 volte il pulsante (o interruttore) collegato all’ingresso SW
a conferma dell’avvenuto reset dello Shelly 1 V3 ne sentirete scattare il relè interno col ritorno alla modalità Access Point
Sonoff vs Shelly: il re della domotica WiFi in Italia ?
Dopo questa lunga recensione e guida mi permetto un confronto sintetico col rivale più utilizzato nella domotica WiFi in Italia: Sonoff vs Shelly:
gli interruttori WiFi Shelly sono più versatili dei Sonoff in quanto sono integrabili direttamente in un circuito elettrico esistente (grazie ad un ingresso dedicato ed al contatto pulito in uscita); fa eccezione il nuovo Sonoff Mini che ha caratteristiche analoghe di integrazione con impianti elettrici esistenti
il livello di miniaturizzazione degli Shelly e del Sonoff Mini ne consente l’installazione quasi ovunque
il prezzo dei Sonoff sono a tutt’oggi molto più bassi degli Shelly 1 V3 ed in molti scenari possono essere utilizzati senza problemi
Shelly non supporta IFTTT e questa e’ una limitazione per integrazione di dispositivi smart eterogenei
l’Ankuoo REC e’ un concorrente diretto per quanto la sua evoluzione di prodotto pare ormai ferma
ci sono caratteristiche avanzate interessanti (upgrade firmware facilitato, API) che pero’ non interessano l’utilizzatore medio
https://www.youtube.com/watch?v=furNkY-uv1M
Secondo voi chi vince la sfida Sonoff vs Shelly tra gli interruttori WiFi più utilizzati in Italia ?
Stai valutando l’installazione di una pompa di calore per termosifoni e non sai quale scegliere? Hai già una pompa di calore per termosifoni e vorresti risparmiare ulteriormente sulla bolletta? Trova tutte le risposte nella mia guida pratica completa.
Differenze tra caldaia e pompa di calore per termosifoni
Caldaia e pompa di calore sono due soluzioni perfette per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria per nostra abitazione. E’ però bene comprendere quali siano le differenze di base nel loro funzionamento che ci aiuteranno nel fare una scelta consapevole, a non avere sorprese e disporre di strategie per poter risparmiare sulla nostra bolletta.
Consideriamo un impianto di riscaldamento a termosifoni, in cui un generatore di calore – caldaia o pompa di calore per termosifoni – manda acqua calda nei termosifoni che trasmettono il calore nell’ambiente facendo ritornare indietro acqua fredda.
Pompa di calore per termosifoni
E’ importante tenere bene a mente che:
i radiatori in ghisa funzionano a temperatura di mandata di circa 70÷75 °C
i termosifoni in acciaio o in alluminio operano a temperature di mandata di circa 65 °C
In una caldaia tradizionale l’acqua viene scaldata tramite il calore prodotto dalla combustione di gas metano, GPL, gasolio, legna o pellet.
Caldaia Vaillant ecoTEC
Il rendimento di una caldaia non dipende in modo significativo dalle condizioni di lavoro, in particolare il rendimento è costante anche in presenza di variazioni di temperatura di mandata e temperatura esterna.
Fa eccezione la caldaia a condensazione nella quale viene recuperato il calore latente nello scarico facendone condensare il vapore tramite il flusso d’acqua fredda di ritorno dell’impianto: per questo motivo il rendimento aumenta, entro certi limiti, quanto è minore la temperatura di ritorno dai termosifoni.
Rendimento caldaia a condensazione
Le potenze e temperature raggiungibili da una caldaia consento anche la produzione istantanea di acqua calda sanitaria. Nel caso di grande fabbisogno per assicurare il comfort può comunque essere necessario l’utilizzo di un accumulo termico.
Una caldaia, essendo basata sulla combustione, contribuisce in modo significativo all’immissione di anidride carbonica (CO2) in atmosfera contribuendo al riscaldamento globale.
Il funzionamento di una pompa di calore per termosifoni, e non solo, è molto meno intuitivo: si basa infatti sull’estrazione del calore, tramite compressione un gas frigorifero, da un fluido per trasferirla ad un secondo fluido mediante la condensazione del gas frigorifero stesso.
Pompa di calore aria acqua Panasonic Aquarea
I modelli di gran lunga più diffusi sono di pompa di calore aria acqua, utilizzabili per i termosifoni, in cui viene estratto calore dall’aria esterna e restituito sotto forma di acqua calda tramite il lavoro di un compressore alimentato mediante energia elettrica.
Funzionamento pompa di calore aria acqua
Essendo basata sul lavoro di trasferimento del calore, il rendimento di una pompa di calore per termosifoni (chiamato COP) dipende in modo molto forte dal salto termico tra sorgente di calore fredda: maggiore sarà il salto termico, minore sarà il rendimento e viceversa.
Nel caso specifico più comune di una pompa di calore aria acqua avremo rendimenti elevati con temperature di mandata inferiori e temperature esterne maggiori e viceversa rendimenti inferiori con temperature di mandata elevate e temperature esterne inferiori.
Rendimento pompa di calore
A titolo illustrativo ma concreto vi riporto i dati di targa di capacità termica della pompa di calore ad alta temperatura Daikin Altherma 3 H MT & HT da 14 kW, progettata per l’utilizzo con termosifoni:
Capacità termica Daikin Altherma 3 H MT & HT da 14 kW
Come potete vedere minore è la temperatura di mandata dell’acqua calda maggiore è in rendimento.
Un’altra caratteristica importante della pompa di calore per termosifoni, per i limiti su potenze e temperature raggiungibili, è di non poter effettuare la produzione istantanea di acqua calda sanitaria. Per ovviare a questo viene utilizzato un serbatoio di accumulo per acqua calda sanitaria che viene fatta pre-riscaldare; molto spesso è integrato nell’unità interna della pompa di calore per termosifoni.
Una pompa di calore per termosifoni, non utilizzando un processo di combustione, non immette anidride carbonica (CO2) e può facilmente utilizzare energia elettrica prodotta in modo pulito e rinnovabile. Pensate anche a questo prima di scegliere una caldaia per il vostro impianto di riscaldamento.
In questa sezione ho provato a raccogliere tutti gli aspetti che ritengo essere più importanti nel momento in cui dobbiamo cercare o scegliere la pompa di calore per termosifoni per la nostra casa, magari valutando la proposta fatta da un tecnico.
Dimensionamento pompa di calore per termosifoni
Il punto di partenza per qualsiasi impianto di riscaldamento è scegliere la potenza termica corretta per il generatore di calore al fine di garantire condizioni ambientali confortevoli anche nelle giornate invernali più rigide.
Con una caldaia il problema è relativo in quanto sono disponibili taglie di con potenza termica elevata (24, 28 e 34 kW) pensate per abitazioni con superfici medio-grandi ed un isolamento termico limitato. Se una caldaia è sovradimensionata non si incorre in particolari problemi, motivo per il quale si è sempre abbondato per avere un ampio margine di sicurezza rispetto alle temperature minime.
Se facciamo un intervento di miglioramento delle caratteristiche dell’involucro della nostra abitazione potremmo ridurre drasticamente il fabbisogno e di conseguenza la potenza termica effettivamente necessaria per il riscaldamento: sostituire una caldaia con la pompa di calore per termosifoni richiede maggiore attenzione, cercando di evitare il sovradimensionamento.
caratteristiche climatiche del luogo, che sono rappresentati da zona climatica e temperatura esterna di progetto
caratteristiche termiche involucro: tanto miglior è l’isolamento di pareti ed infissi tanto minore sarà la quantità di calore necessaria per il riscaldamento
le pompe di calore moderne sono sostanzialmente ad inverter, ovvero in grado di regolare automaticamente il loro regime di funzionamento (leggilo come potenza termica erogata) al fabbisogno corrente, ovviamente all’interno di una certa gamma (all’incirca tra il 30 ed il 100 %)
l’assorbimento massimo di corrente, e di conseguenza la potenza del contatore, cresce con l’aumentare della potenza termica massima erogata
le dimensioni dell’unità esterna lievitano in base al taglio di potenza generata
al crescere della taglia della pompa di calore per termosifoni, a parità di condizioni di lavoro, il rendimento potrebbe scendere più lievemente
In particolare una pompa di calore ad inverter molto sovradimensionata tende ad avere un comportamento acceso spento che potrebbe limitarne drasticamente l’efficienza possibile nonché farvi saltare il contatore del tutto inutilmente.
Cerchiamo di capire meglio con un esempio pratico, che utilizzeremo nel resto dell’articolo, considerando un’abitazione con impianto a termosifoni:
fabbisogno termico giornaliero di 170 kWh con temperatura esterna di -5 °C
fabbisogno termico giornaliero medio di 98 kWh (in base ai gradi giorno del luogo)
fabbisogno termico giornaliero di 88 kWh con temperatura esterna di +7 °C
14 ore giornaliere di funzionamento del riscaldamento
temperatura di mandata di 55 °C
Il dimensionamento semplificato della pompa di calore per termosifoni in questo caso ci dice che servirebbero 12 kW termici per 14 ore con temperatura esterna di -5 °C e temperatura di mandata di 55 °C per garantire il mantenimento della temperatura ambiente interna.
Supponiamo di aver optato per i nostri termosifoni per una pompa di calore ad alta temperatura Daikin Altherma 3 H MT & HT e di dover scegliere tra una delle tre unità esterne attualmente disponibili in Italia.
Unità esterna pompa di calore ad Daikin Altherma 3 H MT & HT adatta per termosifoni
Vediamo in numeri cosa vuol dire con i tre modelli di unità esterna della pompa di calore per termosifoni candidati:
Le prime considerazioni che possiamo fare in merito all’utilizzo di questa pompa di calore per termosifoni sono le seguenti:
c’è un solo modello che avrebbe la capacità richieste nelle condizioni nominali di progetto (l’unità esterna Daikin Altherma 3 H MT & HT EPRA18DV3); allungando però il tempo di funzionamento del riscaldamento da 14 ore a 16 ore e 40 minuti quindi di fatto la capacità termica è sufficiente con tutti e tre i modelli
i tre modelli hanno prestazioni (COP) molto simili tra di loro: la giornata peggiore di riscaldamento avrebbe un “costo” di 74 kWh elettrici (12,1 kW termici x 14 ore / 2,30)
vi è una differenza di quasi 1 kW nell’assorbimento elettrico massimo: potrebbe diventare un fattore cruciale per la scelta della potenza del contatore
Raccomando assolutamente di scegliere il modello di pompa di calore per termosifoni con taglia più piccola: oltre ad un contatore Enel più piccolo ci porteremo a casa anche il beneficio di ridurre i rischi di un comportamento on off dell’impianto che sarebbe meno efficiente.
https://www.youtube.com/watch?v=XhTr3XbBA48
Pompa di calore per termosifoni: facciamo chiarezza
Pompa di calore per termosifoni ad alta temperatura
Se possibile scegliete modelli di pompa di calore per termosifoni progettati specificamente per operare con alte temperatura di mandata.
Poiché nascono per l’utilizzo in bassa temperatura, tipicamente col pavimento radiante, per l’utilizzo della pompa di calore per i termosifoni è importante verificare che il modello selezionato sia stato progettato per funzionare ad alta temperatura.
Questo vuol dire che:
è in grado di mantenere una potenza termica elevata anche per temperature di mandata tipiche dei radiatori in tutta la gamma utile di temperature esterna
non deve ricorrere ad una sorgente integrativa di calore a minore efficienza come ad esempio una resistenza elettrica di backup
A titolo illustrativo confrontiamo i regimi di funzionamento delle pompe di calore di calore Daikin di ultima generazione con gas refrigerante R32:
Daikin Altherma 3 R: progettata sia per nuove abitazioni a basso fabbisogno energetico che per sostituzione di caldaie di piccola e media potenza
Daikin Altherma 3 H MT & HT: progettata invece per nuove abitazioni di grandi dimensioni e sostituzione di qualsiasi impianto termico esistente
Daikin Altherma 3 RDaikin Altherma 3 H MT & HT
Le differenze principali nel funzionamento di queste due pompe di calore per i termosifoni sono le seguenti:
la Daikin Altherma 3 H MT & HT è in grado di raggiungere temperature di mandata fino a 70 °C senza alcuna integrazione esterna fino ad un temperatura esterna di -15 °C
la Daikin Altherma 3 R raggiungere temperature di mandata di 60 °C senza integrazioni fino a temperature di -5 °C per quanto possa arrivare ai 65 °C mediante resistenza integrativa
Sempre a titolo illustrativo trovare i limiti di funzionamento in riscaldamento della pompa di calore per termosifoni Rossato Air Inverter II:
Rossato Air Inverter II
Nel caso della Rossato Air Inverter II si raggiungono temperature di mandata di 60 °C senza integrazioni fino a temperature di -3 °C per quanto con la resistenza integrativa possa arrivare fino ai -20 °C.
Nell’utilizzo con i termosifoni, magari vecchi ed in ghisa, la differenza tra i modelli è importante perché se non gestita consapevolmente potrebbe portare spiacevoli sorprese nei consumi. Scopriremo successivamente gli accorgimenti a nostra disposizione.
Oltre a ridurre ulteriormente la vostra impronta sull’ambiente, scegliere una pompa di calore per termosifoni con gas refrigerante R32 o R290 vi assicura di avere le prestazioni ottimali, campo di funzionamento alle basse temperature ed in generale una macchina di progettazione sicuramente recente.
Prendiamo in considerazione a scopo illustrativo due modelli di unità esterna della pompa di calore Panasonic Aquarea di generazione differente:
Panasonic Aquarea Generazione F con gas refrigerante R407C
Panasonic Aquarea Generazione J con gas refrigerante R32
Confrontando le caratteristiche, sempre con temperatura di mandata 55 °C, dei due modelli di Panasonic Aquarea da 9 kW termici nominali:
Pur ponendo attenzione alla temperatura massima di mandata ed alla capacità di riscaldamento alle temperature più rigide, la Panasonic Aquarea Generazione J R32 è inequivocabilmente più vantaggiosa della generazione precedente.
Tipologia unità esterna ed installazione
Con il consolidarsi del mercato delle pompe di calore, anche per le sostituzioni di caldaie, esistono innumerevoli modalità di installazione possibili, in alcuni casi combinabili tra di loro
unità esterna split vs monoblocco
unità interna all in one o compatta
sistema ad incasso
Pompa di calore Clivet Sphera Evo 2.0: split, compatta e ad incasso
Unità esterna split vs monoblocco
Le pompe di calore si differenziano in prima battuta in base alla posizione dello scambiatore di calore tra il gas refrigerante e l’acqua:
Pompa di calore split
Nella pompa di calore split lo scambiatore di calore si trova in una unità interna all’abitazione mentre nell’unità esterna abbiamo gli altri componenti.
Pompa di calore monoblocco
Nelle pompe di calore monoblocco lo scambiatore è invece integrato nell’unità esterna insieme a ventilatore e compressore.
La principali differenze sono le seguenti:
nella pompa di calore split il collegamento tra unità interna ed esterna è mediate il gas refrigerante per cui è richiesto il patentino per l’installazione; l’unità interna è molto compatta e può essere installata a muro
Buderus Logatherm WPL ARUnità interna Rossato Group
il risparmio di spazio interno della pompa di calore monoblocco si traduce in una unità esterna decisamente più ingombrante
Vaillant aroTHERM plus
Per la produzione di acqua calda sanitaria è possibile aggiungere, in entrambi i casi, un serbatoio di accumulo di capacità adeguata alle nostre necessità.
Per eliminare la necessità del patentino semplificando le operazioni di installazione iniziale si stanno velocemente diffondendo le unità esterne idro split, in cui il calore tra unità esterna ed interna viene trasmesso direttamente mediante acqua.
Un esempio di pompe di calore con unità esterna idro split sono la Daikin Altherma 3 H MT & HT oppure la LG Therma V Hydrosplit.
LG Therma V Hydrosplit
Unità interna All In One o Compatta
L’unità interna della pompa di calore split può integrare anche un serbatoio di accumulo per la produzione di acqua calda sanitaria con un’installazione a basamento ma continuando comunque ad occupare una superficie davvero minima.
Panasonic Aquarea All in One
E’ sicuramente di gran lunga tra le soluzioni migliori per un’abitazione unifamiliare.
L’estetica gradevole consente di non doverla relegare ad un locale tecnico ma di poterla posizionarla, come un qualsiasi elettrodomestico ordinario, in altri ambienti come bagno o cucina.
Daikin Altherma 3 R F
Sistema ad incasso
E’ la modalità più recente che mira a fornire riscaldamento ed acqua calda sanitaria per nuove abitazioni con una installazione totalmente all’esterno.
Clivet Sphera EVO Invisible
L’installazione ad incasso prevede un box esterno in cui ospitare l’unità interna con lo scambiatore, il bollitore ACS, un kit idraulico di distribuzione a cui solamente aggiungere l’unità esterna con ventilatore e compressore:
Panasonic Aquarea da incasso
E’ una soluzione ideale per essere installata:
sul muro perimetrale di un’abitazione singola
sul balcone nel caso di appartamento in condominio
all’interno in un ripostiglio o in un corridoio
Baxi CSI IN HPS E WI-FI
Dimensioni unità esterna pompa di calore per termosifoni
A parità di marca e modello, variare la capacità termica può voler dire cambiare parecchio dimensioni ed peso dell’unità esterna della pompa di calore per termosifoni.
La capacità termica di una pompa di calore aria acqua per termosifoni è infatti legata a:
ampiezza della superficie di scambio tra aria esterna e gas refrigerante
intensità del flusso d’aria
Salendo molto con la potenza termica troviamo spesso una doppia ventola che rende l’altezza dell’unità esterna davvero importante.
Prendiamo come esempio illustrativo le tre taglie di unità esterna della pompa di calore Mitsubishi Ecodan split:
Potenza (kW)
4 ÷ 8
8 ÷ 13
16 ÷ 30
Dimensioni AxLxP (cm)
88 x 84 x 33
102 x 105 x 48
134 x 105 x 33
Peso (kg)
54
92 ÷ 116
136
Dimensioni e peso unità esterna pompa di calore Mitsubishi Ecodan Split
Questo è un fattore ovviamente da prendere in considerazione se abbiamo vincoli di spazio o peso per l’installazione dell’unità esterna e direi particolarmente importante in caso di appartamento.
Anche in questo caso scegliere la taglia di potenza termica più piccola possibile potrebbe essere vantaggioso.
Dimensioni e peso unità esterna pompa di calore Panasonic Aquarea Alta Connettività Generazione J
Come vedete l’unità esterna monoblocco è decisamente più ingombrante e pesante della corrispondente split.
Concludiamo con un confronto concreto tra una unità esterna split (collegamento con gas refrigerante all’unità interna), una idro split (collegamento con acqua all’unità interna) ed una monoblocco (collegamento con acqua direttamente con i termosifoni) con potenza termica simile della pompa di calore Daikin Altherma 3:
Famiglia
Daikin Altherma 3 R
Daikin Altherma 3 H MT
Daikin Altherma 3 M
Unità esterna
ERGA04-08EV
EPRA08-12EV
EBLA09-16D3V3
Tipologia
Split
Idro Split
Monoblocco
Potenza (kW)
8
8
9
Dimensioni AxLxP (cm)
74 x 88 x 39
100 x 127 x 53
87 x 138 x 46
Peso (kg)
59
118
149
Dimensioni e peso unità esterna pompa di calore Daikin Altherma 3
Come vedete, a parità di potenza termica, passando da unità esterna split, ad idro split e monoblocco ingombro e peso lievitano.
Aggiungerei un ulteriore raffinamento: molto spesso ci sono diverse taglie di potenza termica che utilizzano la medesima struttura dell’unità esterna, in particolare lo scambiatore di calore a lamelle tra l’aria esterna ed il gas refrigerante. A parità di potenza termica generata, maggiore è la superficie di scambio e minore sarà l’incidenza degli sbrinamenti che contribuiscono a ridurre l’efficienza complessiva.
Siccome per non esperti è dura riconoscere lo scambiatore lamellare con maggiore superficie, scegliere la taglia di potenza termica più piccola possibile a parità di dimensioni dell’unità esterna potrebbe portare un ulteriore miglioramento nel rendimento complessivo.
Dimensioni unità interna pompa di calore per termosifoni
Passando all’unità interna di una pompa di calore split, gli ingombri dipendono fondamentalmente dalla presenza o meno dell’accumulo per la produzione di acqua calda sanitaria e poi in seconda battuta dalla capacità del serbatoio stesso. Sostanzialmente non vi è dipendenza dalla capacità termica.
Partiamo mettendo a confronto le dimensioni di diverse unità interne senza accumulo che prevedono tutte l’installazione a muro:
Marca e modello
A (cm)
L (cm)
P (cm)
Peso (kg)
Buderus Logatherm
76
49
40
35
Daikin Altherma 3
84
44
39
42
Mitsubishi Ecodan
80
53
36
44
Panasonic Aquarea
89
50
34
42
Daikin Altherma Bi-Bloc R32
Passando a modelli di unità interna con serbatoio la situazione è ben differente e richiede inevitabilmente l’installazione a pavimento:
Vaillant uniTOWER
Marca e modello
Serb. (litri)
AxLxP
Peso (kg)
Mitsubishi Ecodan
170
140x60x68
94
Panasonic Aquarea
185
164x60x60
101
Buderus Logatherm
190
180x60x66
135
Mitsubishi Ecodan
200
160x60x68
104
Daikin Altherma 3
230
185x60x63
118
Daikin Altherma 3
300
189x60x62
76
Mitsubishi Ecodan
300
205x60x68
114
Daikin Altherma 3
500
190x79x79
99
Nota bene: dovete anche aggiungere il peso dell’acqua immessa nel serbatoio.
Pompa di calore per termosifoni smart
Facendo tesoro della mia esperienza personale, raccomando anche di scegliere una pompa di calore per termosifoni in cui sia facile e comodo accedere ai parametri di funzionamento per capire ed ottimizzare il comportamento del sistema, in particolare:
temperatura di mandata corrente e set-point
temperatura di ritorno
modalità di funzionamento corrente (riscaldamento, produzione acqua calda sanitaria, sbrinamento)
parametri curva climatica
temperatura esterna
Panasonic Aquarea Smart Cloud
Sono le informazioni base per poter ottimizzare, per quanto possibile, il funzionamento del vostro impianto di riscaldamento con pompa di calore per termosifoni sia in termini di comfort che di consumi complessivi.
Mitsubishi MELCloud
Ovviamente la possibilità di comandare il funzionamento ovunque siate mediate smartphone o con la voce tramite Alexa e Google Home sono ulteriori caratteristiche utili.
Daikin Residential Controller
In questo senso le aziende grandi ed internazionali hanno sicuramente una marcia in più.
Miglior pompa di calore per termosifoni aria acqua
Ho provato a sintetizzare le tipologie di installazioni disponibili per la miglior pompa di calore per termosifoni aria acqua delle aziende più popolari in Italia:
Miglior pompa di calore per termosifoni aria acqua
Pur avendo lasciato indietro fior di aziende, come vedete c’è solo l’imbarazzo nella scelta che dipende dalle proprie esigenze, soprattutto in termini di spazi disponibili o vincoli dati dall’impianto di riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria esistente.
Proviamo a mettere a confronto le caratteristiche chiave delle unità esterne di queste pompe di calore per termosifoni, considerando i seguenti parametri (scelti anche in base alla disponibilità del dato da parte del produttore):
marca e modello
gas refrigerante utilizzato
temperatura di mandata massima
coefficiente di rendimento medio stagionale SCOP con temperatura di mandata di 55 °C
Ho volutamente ignorato la temperatura esterna minima di funzionamento perché tutte le gamme coprono qualsiasi situazione possibile in Italia.
Questo è il risultato scegliendo il modello più vicino ad una taglia nominale di circa 10 kW:
Gas
Tmand
SCOP
Daikin Altherma 3 H MT & HT
EPRA12EAV3
R32
65 °C
3,43
Mitsubishi Ecodan Split
PUHZ-SW75VAA
R410A
60 °C
3,30
Panasonic Aquarea Gen J
WH-UD09JE5-1
R32
60 °C
3,32
Vaillant aroTHERM plus
VWL 85/6 A 230V S3
R290
75 °C
3,48
Viessmann Vitocal 200-S
C10
R410A
60 °C
3,32
Come potete vedere:
per quanto non drammatiche, ci sono differenze nell’efficienza tra i diversi modelli
emergono i modelli di progettazione recente (gas R32 o R290) e progettate per operare con elevate temperature di mandata massime (almeno 65 °C)
Come risparmiare con la miglior pompa di calore per termosifoni aria acqua
Una volta che abbiamo scelto, o qualcuno ha scelto per noi, la nostra pompa di calore per termosifoni le variabili che possiamo controllare, entro certi limiti, per assicurare il comfort ed ottimizzare i consumi sono le seguenti:
periodo di accensione del riscaldamento nel corso delle 24 ore mediante un termostato
portata dell’acqua calda per gruppi di radiatori sotto il medesimo collettore o a livello di singolo termosifone mediante valvole termostatiche
Come visto in precedenza, il rendimento di una pompa di calore per termosifoni aria acqua è tanto più grande quanto è minore la differenza di temperatura tra la mandata dell’acqua calda verso i termosifoni e la temperatura esterna dell’aria.
Vediamo come poter utilizzare in modo efficace questi strumenti.
Impostare la minor temperatura di mandata possibile
Abbassare la temperatura di mandata dell’acqua calda nel nostro impianto di riscaldamento ha due effetti:
ridurre il calore immesso nell’abitazione
aumentare le performance della pompa di calore per termosifoni
Sono chiaramente due azioni che devono essere equilibrate tra di loro per evitare il rischio di ridurre il comfort.
Il mio suggerimento è quello di partire molto gradualmente a ridurre la temperatura di mandata osservando gli impatti sui consumi e sul comfort percepito.
Allungare il periodo di accensione del riscaldamento tramite il termostato può facilitare questa operazione di ottimizzazione.
Potrebbe contribuire a questo processo anche aggiustare la portata della pompa di circolazione dell’acqua dell’impianto abbassandola quanto possibile per massimizzare il salto termico e dunque l’energia trasmessa dai termosifoni.
Vediamo concretamente i benefici possibili con un’ottimizzazione di questo tipo utilizzando i dati di targa dell’unità esterna EPRA14DV3 della Daikin Altherma 3 H HT & MT per una temperatura dell’aria di 2 °C :
Tmandata
Capacità riscaldamento
Potenza ingresso
COP
Consumi
70 °C
9,13 kW
4,56 kW
2,00
+8%
65 °C
10,1 kW
4,70 kW
2,15
–
60 °C
10,0 kW
4,25 kW
2,36
-10%
55 °C
9,92 kW
3,80 kW
2,61
-21%
50 °C
9,92 kW
3,80 kW
2,61
-21%
45 °C
8,43 kW
2,99 kW
2,82
-31%
40 °C
8,30 KW
2,69 kW
3,09
-44%
Considerando come riferimento una temperatura di mandata di 65 °C possiamo dire che:
riducendo la temperatura di mandata a 60 °C, discesa di 5 °C, risparmieremmo sui consumi il 10%
scendendo a 55 °C, ovvero decremento di 10 °C, il risparmio diventa già oltre il 20%
se scendessimo a 45 °C, quindi riduzione di 20 °C, arriveremmo a risparmiare oltre il 30%
Lavorando sull’allungamento dei tempi di accensione direi che abbiamo margini enormi di ottimizzazione nei consumi.
E senza dimenticare che riduciamo anche in modo importante la potenza elettrica richiesta al nostro contatore.
Consideriamo ora la potenza termica resa da un termosifone che dipende dalla differenza tra la temperatura media dell’acqua calda nel radiatore stesso e la temperatura ambiente. Prendiamo a titolo illustrativo i dati di un elemento del radiatore in acciaio Ercos Comby a 4 colonne di altezza 1 metro:
∆T
Tmedia
Tmandata
Potenza resa
30 °C
50 °C
55 °C
66 kW
-31 %
40 °C
60 °C
65 °C
96 kW
–
50 °C
70 °C
75 °C
129 kW
+34 %
Facendo un’estrapolazione semplificata, possiamo dire che la potenza termica resa dall’elemento del termosifone scende del 3% per ogni 1 °C di riduzione della temperatura di mandata.
Questo ci ricorda che anche volendo risparmiare dobbiamo comunque assicurarci il comfort:
I termosifoni in alluminio sono quelli più adatti perché lavorare bene anche con mandate di 45÷50 °C
I termosifoni in acciaio sono al limite necessitando di mandate di 55÷60 °C
I radiatori in ghisa sono quelli critici perché devono lavorare ad almeno 65÷70 °C
Ma abbiamo una strada sicura nel risparmio sui consumi della pompa di calore per termosifoni grazie alla riduzione della temperatura di mandata al minimo necessario coniugata all’allungamento dei tempo di funzionamento, arrivando anche alle 24 ore.
Purtroppo il funzionamento della pompa di calore per termosifoni sulle 24 ore non è la pietra filosofale della riduzione dei consumi perché la temperatura esterna in una giornata di inverno può variare moltissimo tra giorno e notte:
Ma “In medio stat virtus” come per tutti i processi di ottimizzazione della fisica o dell’ingegneria.
Regolare la temperatura di mandata con la curva climatica
Per continuare nel ragionamento e nell’opportunità di avere comfort ottimale, ci viene incontro la regolazione automatica della temperatura di mandata con la cosiddetta curva climatica.
Con questo algoritmo di regolazione, allo scendere della temperatura esterna dell’aria la temperatura di mandata dell’acqua calda viene fatta crescere in modo proporzionale:
Curva climatica termosifoni
Questa modalità di regolazione nasce per assicurare il comfort in qualsiasi momento della stagione ma ci assicura allo stesso tempo di avere in modo automatico la temperatura di mandata minima necessaria per assicurare il comfort senza dover fare operazioni manuali di aggiustamento nel corso dell’inverno.
Utilizzare termostato e valvole termostatiche WiFi
Veniamo infine a prendere in considerazioni gli strumenti che ritengo assolutamente necessari anche utilizzando la curva climatica con pompa di calore per termosifoni: termostato e valvole termostatiche WiFi.
Sistema di riscaldamento intelligente Netatmo
Ne abbiamo bisogno per:
gestire gli eventuali errori di impostazione della temperatura di mandata e della curva climatica per evitare surriscaldamenti (termostato WiFi)
regolare accensione e spegnimento della pompa di calore per termosifoni ad inizio e fine stagione in cui anche a regime minimo sarebbero necessarie pochissime ore di funzionamento giornaliere (termostato WiFi)
evitare l’accensione notturna per ridurre il funzionamento con temperature esterne più rigide con conseguente performance ridotta della pompa di calore per termosifoni (termostato WiFi)
gestire abitazioni molto grandi in cui ha senso assicurare condizioni di comfort differenti in zone differenti
regolare il comfort a livello di singola stanza (valvole termostatiche WiFi)
gestire l’impianto di riscaldamento da remoto ovunque ci troviamo in qualunque momento
Misurare i consumi elettrici della pompa di calore per termosifoni
Ultimo ma non ultimo suggerimento, soprattutto quando i conti non dovessero tornarci, è quello di dotarsi di una sistema di misurazione e monitoraggio dei consumi elettrici.
L’interruttore WiFi Sonoff Mini R2 consente di controllare da remoto un qualsiasi carico elettrico mediante smartphone, Alexa e Google Home grazie all’app eWeLink. Sonoff Mini R2 funziona con interruttore, deviatore, relè o pulsante esistenti: scopri come collegare Sonoff Mini nel manuale ed istruzioni in italiano complete di schema di collegamento e confronto.
Sonoff Mini R2 interruttore WiFi
Il Sonoff Mini R2 è un interruttore WiFi che consente di controllare da remoto mediante l’app eWeLink un qualsiasi carico elettrico potendosi integrare anche con un interruttore, pulsante, deviatore o relè esistente.
Le caratteristiche principali del Sonoff Mini R2 sono le seguenti:
Il carico elettrico massimo gestibile dal Sonoff Mini R2 è di 10 A / 2,2 kW.
Potete anche sfruttare la modalità DIY che consente l’accesso diretto al Sonoff Mini R2 dalla rete locale senza transitare dal cloud eWeLink ma direttamente tramite l’invocazione di API locali:
https://www.youtube.com/watch?v=1TmgJnvtV0s
Grazie alla modalità DIY l’aggiornamento a Tasmota può essere effettuato totalmente via software: puoi approfondire con la mia guida a Sonoff Tasmota. Consiglio comunque assolutamente di orientarsi verso l’utilizzo di Home Assistant come descritto nella mia guida a Sonoff eWeLink Home Assistant.
[wpmoneyclick id=73535 /]
Famiglia dei prodotti Sonoff
Nella famiglia Sonoff ci sono diversi modelli di interruttori WiFi tra cui scegliere in base a:
numero di carichi elettrici controllabili indipendentemente
potenza elettrica massima degli apparecchi elettrici comandati
possibilità di aggiungere un sensore esterno di temperatura ed umidità
misura dell’energia elettrica consumata dal carico elettrico controllato
utilizzo di un telecomando radio tradizionale per comandare i carichi elettrici, oltre allo smartphone
[table id=30 responsive=flip/]
https://www.youtube.com/watch?v=nfbi20RZ_fo
[wpmoneyclick id=73535 /]
Tutti i dispositivi smart Itead permettono di controllare i nostri elettrodomestici di casa mediante WiFi oppure Zigbee. I dati sono scambiati dal device con l’app sul vostro smartphone attraverso l’uso di un server in cloud (su Amazon AWS):
Architettura di funzionamento Sonoff eWeLink
Unboxing e teardown Sonoff Mini R2 interruttore WiFi
Partiamo osservano la parte frontale del Sonoff Mini R2:
Sonoff Mini R2
Possiamo osservare:
LED stato WiFi (blu)
LED stato interruttore (rosso)
Pulsante incassato per configurazione / interruttore manuale
Morsetti a vite per il collegamento dei conduttori esterni
Mediante un cacciavite piatto si può anche aprire il guscio in plastica esterno per osservare il circuito stampato:
Teardown Sonoff Mini R2
Passando alla parte inferiore del circuito stampato del Sonoff Mini R2:
Teardown Sonoff Mini R2
Possiamo invece apprezzare:
come l’uscita del dispositivo sia direttamente in corrente alternata e non un contatto pulito
i morsetti per i collegamenti esterni
che i due ingresso neutro sono collegati tra di loro e quindi elettricamente equivalenti
La versione Sonoff Mini R2, a differenza di quella precedente, è senza antenna e con i morsetti S1 ed S2 in grigio:
Sonoff Mini R2
[wpmoneyclick id=73106 /]
Sonoff Mini R2: istruzioni e schema di collegamento interruttore, deviatore, relè e pulsante
Innanzi tutto osserviamo i morsetti a vite presenti sul dispositivo:
Morsetti collegamento Sonoff Mini R2
due conduttori di ingresso (Input) per l’alimentazione del neutro (N In)
un conduttore di ingresso (Input) per l’alimentazione della fase (L In)
un conduttore di uscita (Output) per la fase (L Out)
due conduttori di ingresso (Input) per il comando del dispositivo Sonoff Mini R2 da un interruttore o deviatore esterno (S1 ed S2)
ATTENZIONE:
i cavi di neutro sono comuni tra ingresso ed uscita, questo vuol dire che il contatto di uscita non fa altro che interrompere la fase dell’ingresso come in un interruttore unipolare: non e’ un contatto pulito ma un interruttore WiFi comandato mediante l’app eWeLink oppure tramite gli ingressi S1 ed S2 del Sonoff Mini R2
il comando mediante gli ingressi S1 ed S2 deve essere totalmente privo di tensione: dovrete modificare il vostro impianto elettrico esistente per assicurarlo
Come funzionano gli ingressi S1 ed S2
Da questo schema interno al dispositivo si può vede come funzionino gli ingressi S1 ed S2 operino ad una tensione continua di 3,3 V e perché debbano essere assolutamente collegati a comandi totalmente privi di tensione per evitare di danneggiare il dispositivo:
I buona sostanza il device misura la tensione su SWITCH_IN:
a riposo, con S1 ed S2 aperti, la tensione è di 3,3 V
quando S1 ed S2 si chiudono, la tensione diventa circa 0,3 V
Dato il funzionamento precedente, si comprende come la lunghezza dei cavi di collegamento ad un comando di un impianto elettrico esistente può diventare particolarmente rilevante determinato il fenomeno di “Sonoff Mini che si accende da solo“:
correnti parassite, diafonia ed interferenza possono introdurre disturbi elettrici agli ingressi S1 ed S2
il riconoscimento del comando esterno, a causa dei disturbi elettrici, può essere di conseguenza compromesso
i disturbi elettrici possono essere filtrati collegando un ulteriore condensatore in parallelo agli ingressi S1 ed S2 (analogamente a quello interno, C23 nello schema precedente)
la capacità del condensatore di filtro può essere indicativamente tra 1 uF e 22 uF
se utilizzate un condensatore elettrolitico, poiché c’è polarità, il positivo va collegato all’ingresso S2 mentre quello negativo ad S1
Pulse Mode e Following mode sono disponibili a partire dalla versione di firmware 3.5.0 ed eWeLink 4.2.0.
Questo video tutorial approfondisce le tre modalità di funzionamento del Sonoff Mini R2:
https://www.youtube.com/watch?v=RRsvMgCDVjg
Modalità di attivazione esterna bordo (Edge Mode)
L’Edge Mode è adatto per interruttori e deviatori, che mantengono lo stato anche dopo la loro pressione come quello del carico comandato.
Modalità di attivazione impulso (Pulse Mode)
Il Pulse Mode è adatto per pulsanti, normalmente aperti (NA) e normalmente chiusi (NC), mediante il cui impulso viene cambiato lo stato del carico collegato.
Modalità di attivazione esterna inseguimento (Following Mode)
Il Following Mode è adatto per sensori con contatto pulito, il carico comandato segue le variazioni di stato dell’ingresso.
E’ possibile invertire la corrispondenza tra stato del sensore all’ingresso e carico in uscita.
Un esempio applicativo del Following Mode è quello di un sensore di movimento ad infrarossi.
Inching o spegnimento automatico
Grazie ad eWeLink e’ anche possibile utilizzare il dispositivo, oltreché come interruttore WiFi, anche come pulsante WiFi temporizzato grazie all’opzione inching in cui il ritardo tra il comando di accensione e lo spegnimento automatico è configurabile tra 0,5 e 3.600 secondi (1 ora):
Schema di collegamento Sonoff Mini R2 con interruttore, deviatore, relè e pulsante
Passiamo finalmente a vedere come collegare Sonoff Mini R2 grazie allo schema elettrico di collegamento nei casi seguenti:
Stand-alone (nessun comando elettrico esterno in ingresso)
Collegato ad un interruttore o pulsante esistente
Collegamento ad un deviatore esistente
Collegato o in sostituzione ad un relè con pulsanti esistente
E’ importante osservare che:
il device necessita sempre di alimentazione con fase e neutro che potrebbero non essere sempre disponibili in tutte le scatole da incasso
queste soluzioni sono le uniche, in tutta la famiglia di dispositivi ITead, in cui lo stato del carico controllato dal Sonoff Mini R2 congiuntamente ad elementi di comando tradizionali (interruttore, deviatore, invertitore e relè) è effettivamente disponibile sull’app eWeLink
logicamente è come se aggiungeste, o sostituiste, un punto di comando fisico a quelli già presenti nell’impianto elettrico esistente
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento stand-alone
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento stand-alone
Utilizzando l’inching potete ottenere lo spegnimento temporizzato del carico collegato.
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento con interruttore o pulsante
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento con interruttore o pulsante
Nel caso di interruttore dovrete utilizzare sul Sonoff Mini R2 l’Edge Mode, col pulsante il Pulse Mode.
Nel video seguente potete vedere il risultato davvero notevole poiché c’e’ il pieno controllo dello stato del carico elettrico indipendentemente dalla sorgente del comando (che sia da smartphone, interruttore esterno, device esterno o altoparlante intelligente):
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento con deviatore
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento con deviatore
Nel caso di deviatore utilizzate l’Edge Mode.
https://www.youtube.com/watch?v=YaxG8-yjSD8&
Nel caso di punto luce invertito, lo schema e’ assolutamente analogo.
Come collegare Sonoff Mini R2: schema di collegamento con relè
Ho realizzato due varianti di schema di collegamento del Sonoff Mini R2 al relè, applicabili con l’Edge Mode, a seconda di come siano collegati i pulsanti del vostro impianto esistente.
Schema di collegamento punto luce a relè
Schema Sonoff Mini R2: punto luce a relè con pulsanti sulla fase
Schema Sonoff Mini R2: punto luce a relè con pulsanti sul neutro
Grazie alla disponibilità del Pulse Mode, possiamo sostituire il relè esistente col Sonoff Mini R2 adottando quest’altro schema di collegamento che ritengo essere la soluzione più pulita:
Schema Sonoff Mini R2 in sostituzione relé
Per approfondire leggete anche l’articolo su Sonoff relè.
Accoppiamento e gestione mediante app eWeLink
Dopo aver compreso come collegare Sonoff Mini R2, potete passare alla configurazione dell’app eWeLink seguendo la consueta procedura comune a tutta la famiglia ITEAD che potete trovare nella mia guida a eWeLink ed a Sonoff pairing: accoppiare eWeLink.
Come riferimento un brevissimo video che mostra come lampeggia il LED in fase di associazione del dispositivo:
https://www.youtube.com/watch?v=nMZbxS3LkG8
Vediamo anche le schermate principali dell’app eWeLink per la gestione del dispositivo:
Google Home, Alexa ed IFTTT
Poiché non c’è differenza alcuna per Sonoff Mini R2 rispetto alla famiglia di dispositivi ITEAD, vi rimando alla lettura delle mie guide di riferimento: Google Home, Alexa e IFTTT.
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Leggi anche tutti i miei articoli sulla domotica Sonoff:
Shelly 1 Plus è l’interruttore smart WiFi con un canale a contatto pulito di seconda generazione: scoprilo nella mia guida completa incluso schema collegamento e procedura di reset.
Caratteristiche interruttore WiFi Shelly 1 Plus
Lo Shelly 1 Plus è la seconda generazione del popolare interruttore smart con un contatto pulito dell’azienda bulgara Allterco:
Caratterizzato dall’eccellente rapporto tra qualità e prezzo, dal controllo remoto mediante smartphone con l’App Shelly Cloud, disponibile sia per Android che iOS, è dotato di molte funzionalità:
WiFi e Bluetooth
Collegamento in rete mediante WiFi a 2,4 GHz e Bluetooth
Controllo remoto
Gestione da qualsiasi luogo mediante smartphone di carichi elettrici
Interfaccia web locale
Gestione diretta mediante l’interfaccia esposta dal web server integrato
Programmazione oraria
Programmazione temporale di accensione e spegnimento di carichi elettrici
Controllo vocale
Gestione mediante comandi vocali tramite il supporto di Alexa e Google Home
Sistema aperto
API e motore Scripting per integrazione con qualsiasi sistema di automazione
Il carico elettrico comandato può essere al massimo di 16 A corrispondenti a 3,5 kW.
https://www.youtube.com/watch?v=wOqu2MHPv10
Le novità principali di Shelly 1 Plus, rispetto alla generazione precedente, sono le seguenti:
CPU notevolmente potenziata con risposta molto più pronta
Connettività bluetooth per facilitare l’accoppiamento iniziale del dispositivo
Involucro migliorato e standardizzato in linea col formato di forma inaugurato con lo Shelly 2.5
Possibilità di integrazioni estese grazie al nuovo motore di Scripting locale al dispositivo
Miglioramento della sicurezza grazie alla protezione da sovratemperatura ed all’utilizzo del protocollo SSL per MQTT e Webhooks
Leggi anche i miei articoli sul fratello Shelly Plus 1PM, nuovo Shelly Plus 2PM e sul “vecchietto” Shelly 1 V3.
Vediamo in dettaglio le caratteristiche innovative a confronto con quello dello Shelly 1 di generazione precedente:
2a generazione
1a generazione
CPU
ESP32 160 MHz 4 MB
ESP8266 80 MHz 2 MB
Antenna WiFi
Integrata copertura estesa
Integrata
Connettività Bluetooth
Sì
–
Alimentazione
10÷15 V / 24÷240 V DC 110÷240 V AC
11,5÷12,5 V / 24÷48 V DC 110÷240 V AC
Protezione surriscaldamento
Sì
–
Pulsante reset
Sì
–
Azioni Alba/Tramonto
± 23 ore
± 6 ore
WiFi AP e WiFi Client
Simultanei
Alternativi
Cloud e MQTT
Simultanei
Alternativi
SSL per MQTT e Webhooks
Sì
–
Supporto UDP
Sì
–
Numero connessioni parallele
10
2
Webhooks per azione
20
5
Scheduling Webhooks
Sì
–
Motore Scripting locale
Sì
–
Caratteristiche Shelly 1 Plus vs Shelly 1
Come vedete l’MCU utilizzata (ESP32) ha una potenza doppia rispetto alla precedente: questo assicura performance e stabilità maggiore oltre ad abilitare la possibilità di avere un motore di scripting in locale.
Unboxing Shelly 1 Plus
Estraendo l’interruttore smart dalla confezione si ha immediatamente la sensazione di un oggetto estremamente miniaturizzato e di elevata qualità:
Nella parte inferiore possiamo riconoscere:
i contatti della porta seriale facilmente accessibili ed utili per caricare un eventuale firmware alternativo
il pulsante di factory reset che non era presente nella generazione precedente allo Shelly 1 Plus
Banale da dire ma l’interruttore smart Shelly 1 Plus ha un’evidente novità pratica, ovvero lo schema di collegamento stampigliato direttamente sulla parte superiore dell’involucro per facilitare il lavoro in fase di installazione:
In particolare sulla morsettiera di collegamento sono previsti:
ingresso alimentazione in corrente alternata (110÷240 V AC): conduttori di fase (morsetto L) e neutro (morsetto N)
ingresso alimentazione in corrente continua (24÷240 V DC): conduttori positivo (morsetto N) e negativo (morsetto L)
ingresso alimentazione 12 V DC stabilizzata: conduttori positivo (morsetto 12V) e negativo (morsetto L)
ingresso comando esterno: morsetti SW ed L (in comune con l’alimentazione)
uscita carico esterno: morsetti O e I
Un paio di osservazioni magari ridondanti:
le tre possibili tipologie di alimentazione sono alternative tra di loro
il comando di ingresso ha un conduttore in comune con l’alimentazione e quindi non avete liberta totale nei collegamenti all’impianto elettrico esistente
il contatto di uscita è pulito: questo vi dà la massima flessibilità negli scenari di utilizzo
Le dimensioni di 42 x 38 x 17 mm sono minime e consentono qualsiasi installazione ad incasso; riporto questa tabellina aggiornata di confronto delle misure degli interruttori WiFi tra più diffusi sul mercato:
Modello
Larghezza
Lunghezza
Spessore
Shelly 1
41 mm
36 mm
17 mm
Shelly 2.5
42 mm
36 mm
14 mm
Shelly Plus 2PM
42 mm
38 mm
17 mm
Sonoff Mini R2
43 mm
43 mm
20 mm
Sonoff Mini R3
54 mm
45 mm
24 mm
Sonoff Dual R3
54 mm
49 mm
24 mm
Il confronto fotografico è a dir poco impietoso:
Le dimensioni contano!
L’interruttore WiFi Shelly 1 Plus risulta quindi molto flessibile nell’installazione ad incasso anche in una scatola 503 esistente.
La forma è cambiata a testimonianza della volontà di Allterco di convergere verso un formato unificato che supporti anche tutta la nuova serie di comandi a parete Shelly Wall Switch:
Mi soffermerei comunque sulle configurazioni più importanti nella maggior parte delle applicazioni pratiche dello Shelly 1 Plus.
Accoppiamento Shelly Plus 1 con App
Alla prima alimentazione dello Shelly 1 Plus oppure dopo un factory reset, dovrete accoppiarlo al vostro profilo per poterlo gestire da remoto tramite lo smartphone.
A differenza dei device di generazione precedente, lo Shelly 1 Plus utilizza per l’accoppiamento la connessione Bluetooth rendendo il processo molto più affidabile e semplice.
Prima di procedere assicuratevi che il vostro smartphone sia collegato alla rete WiFi che intendete utilizzare per il dispositivo ed avviare la procedura mediante IMPOSTAZIONI – Aggiungi dispositivo, selezionando l’access point WiFi ed infine il dispositivo rilevato a cui dovrete dare un nome e potrete assegnare ad una stanza:
Impostazioni di Ingresso / Uscita
E’ possibile impostare il dispositivo sia rispetto alla tipologia di comando collegato all’ingresso SW che al comportamento all’alimentazione del contatto d’uscita.
Sono disponibili due casi predefiniti per gestire rispettivamente un interruttore ed un pulsante:
Le ulteriori opzioni sono comunque personalizzabili.
Accensione Automatico e Spegnimento Automatico
E’ possibile configurare il dispositivo in modo che:
dopo un evento di spegnimento sia riaccenda automaticamente dopo un tempo configurabile (Accensione automatica)
dopo l’evento di accensione si spegna automaticamente dopo un tempo impostabile (Spegnimento automatico)
Nel caso sia necessario, potrete procedere al Factory Reset mediante l’app Shelly Cloud: andate alla voce Impostazioni – Ripristino Di Fabbrica per rimuoverlo dal vostro profilo e ripristinarlo alle impostazioni di fabbrica
Nel caso in cui non riusciate più a raggiungere il vostro dispositivo mediante l’app o l’interfaccia web, ad esempio avendo aggiornato in modo errato le credenziali WiFi, potete procedere al factory reset dello Shelly 1 Plus in modalità fisica premendo a lungo il pulsantino sul lato inferiore del dispositivo (potete anche consultare il manuale online).
In ogni caso dovrete procedere nuovamente con l’accoppiamento del dispositivo al vostro profilo.
Lo schema di collegamento base di un carico elettrico in corrente alternata è il seguente:
Schema collegamento stand-alone
In questo modo potrete gestire il carico elettrico mediante lo smartphone ovunque voi siate o con comandi vocali tramite Alexa e Google Home.
Siamo ora pronti a vedere lo schema di collegamento elettrico in tutti i possibili scenari di utilizzo all’interno di un impianto elettrico esistente come interruttore, deviatore, invertitore o relè grazie all’ingresso di cui l’interruttore WiFi è dotato.
Shelly 1 Plus: schema elettrico collegamento con interruttore o pulsante
Il caso più semplice di impianto elettrico esistente è quello di un punto luce che ha come unico comando un interruttore (punto luce interrotto) a cui aggiungere lo Shelly 1 Plus per il controllo remoto:
Schema collegamento Shelly 1 Plus con interruttore o pulsante
In questo modo:
sull’app Shelly Cloud vedremo sempre lo stato aggiornato della lampadina
potremo accendere e spegnere la lampadina indifferente tramite l’interruttore oppure mediante smartphone o comandi vocali
C’è da notare che questo schema è applicabile non solo ad un interruttore ma anche ad un pulsante: come già detto la tipologia di comando di ingresso è configurabile tramite l’app nella sezione Impostazioni Di Ingresso/Uscita del dispositivo.
Shelly 1 Plus: schema elettrico collegamento con deviatore
Il caso successivo di impianto elettrico esistente è quello di un punto luce comandato da più punto mediante deviatore (punto luce devitore) a cui aggiungere lo Shelly 1 Plus per il controllo da remoto:
Shelly 1 Plus: schema elettrico collegamento con deviatore
In questo caso la configurazione per Impostazioni Di Ingresso/Uscita deve essere quella di un interruttore avendo lo stesso comportamento.
Ometto il caso del punto luce invertito ovvero comandato da tre punti in cui lo schema è del tutto analogo.
Shelly 1 Plus: schema elettrico collegamento con relè
E’ possibile comandare remotamente un punto luce controllato da più punti tramite pulsante ed un relè (punto luce a relè):
Schema di collegamento punto luce a relè
Ci sono due opzioni principali possibili:
collegare il dispositivo smart in cascata all’uscita del relè (ricadendo quindi nello schema di collegamento con interruttore)
sostituire il relè con lo Shelly Plus 1 con i pulsanti che lo pilotano direttamente
Personalmente prediligo la seconda opzione per il principio che meno componenti ci sono e meno se ne possono rompere. Lo schema di collegamento diventa il seguente:
Shelly 1 Plus: schema elettrico collegamento come relè
In questo caso la configurazione per Impostazioni Di Ingresso/Uscita deve essere ovviamente quella di un pulsante.
Tocchiamo anche l’ultima vera grande novità per smanettoni veri: il motore di scripting locale.
L’esecuzione degli Shelly Scripts è basata su una versione modificata di mJS, a sua volta parte del framework Mongoose OS, un motore Javascript minimale ma completo.
Per chi volesse approfondire ulteriormente suggerisco questo video tutorial sugli Shelly Scripts del mitico Csongor Varga:
Vuoi comandare le tapparelle con smartphone, Alexa e Google Home ? Scopri la mia guida a Shelly 2.5 e tapparelle completa di schema elettrico di collegamento.
Per elettrificare una serranda avvolgibile e’ necessario inserire all’interno del rullo dove si arrotolano le tapparelle, un motore tapparelle elettriche:
Motore tapparelle elettriche
Per determinare la coppia (Nm) del motore tapparelle elettriche necessario per realizzare l’automazione di un avvolgibile è necessario conoscere:
peso della tapparella
diametro del tubo di avvolgimento
Il peso della tapparella può essere calcolato conoscendo superficie e peso unitario (kg/m²) del materiale utilizzato, ad esempio utilizzando la tabella seguente:
[table id=73 responsive=flip/]
Mediante la tabella sinottica seguente possiamo determinare la coppia del motore tapparelle elettriche necessario, avendo sempre l’accortezza di aumentare del 50% il peso dell’avvolgibile come margine di sicurezza:
Coppia motore tapparelle elettriche
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Il comando tapparelle elettriche tradizionale viene effettuato mediante pulsanti inter-bloccati a muro che consentono di alzare ed abbassare gli avvolgibili:
Lo schema elettrico di collegamento tra il pulsante inter-bloccato ed il motore tapparelle elettriche e’ il seguente:
Un motore per tapparelle elettriche e’ normalmente dotato di un finecorsa meccanico ovvero un dispositivo ad ingranaggi che misura i giri effettuati dal motore, equivalenti alla distanza percorsa dal telo avvolgibile, e ne arresta la corsa nel punto desiderato.
Dopo avere effettuato l’installazione del motore e’ necessario effettuare la regolazione dei finecorsa per la salita e per la discesa.
Comandare le tapparelle elettriche con Shelly 2.5
Se hai già montato un motore tapparelle elettriche con il semplice pulsante a muro, potresti passare al comando tapparelle elettriche WiFi per facilitarti ulteriormente la vita:
chiudere tutti gli avvolgibili contemporaneamente con un solo clic
alzare ed abbassare le serrande mentre sei comodamente a letto o sul divano
azionare le tapparelle da remoto ovunque tu sia mediante lo smartphone
comandare la tapparelle con Alexa o Google Home mediante la tua voce
aprire o chiudere automaticamente le serrande ad una certa ora
aprire le tapparelle alla posizione percentuale desiderata
Una soluzione a tutte queste esigenze è Shelly 2.5 che, date le dimensioni particolarmente ridotte, ti permette l’installazione direttamente nel cassonetto della tapparella oppure in una scatola di derivazione / quadro dell’impianto elettrico.
Shelly 2.5 e tapparelle: come funziona
Lo Shelly 2.5 e’ un interruttore WiFi a 2 canali con misurazione dei consumi elettrici parte della famiglia Shelly Cloud:
Shelly 2.5
Lo Shelly 2.5 e’ adatto all’installazione ad incasso grazie alle dimensioni davvero ridotte (39 mm x 36 mm x 17 mm) che consentono di montarlo anche in una scatola di derivazione:
La caratteristiche che rendono attualmente lo Shelly 2.5 unico come interruttore tapparelle WiFi sono le seguenti:
misurando i consumi del carico collegato è in grado di calibrare automaticamente i tempi di apertura e chiusura necessari e quindi successivamente gestire la posizione in percentuale delle tapparelle
dispone di due ingressi che consentono di collegarlo in modo semplicissimo con i pulsanti inter-bloccati esistenti
Queste caratteristiche assicurano che sull’app Shelly Cloud, disponibile sia per Android che iOS, sia sempre noto lo stato e la posizione del motore tapparelle elettriche andando automaticamente in pausa a fine corsa.
Schema elettrico di collegamento Shelly 2.5 con tapparelle elettriche
Trovate preliminarmente il cavo elettrico che dal pulsante di comando esistente arriva al motore elettrico ed identificare i singoli conduttori:
conduttore per la direzione salita (nero nell’esempio)
conduttore per la direzione discesa (marrone)
conduttore di alimentazione neutro (blu) e fase (grigio)
conduttore di terra (verde)
Lo schema elettrico di collegamento tra Shelly 2.5 e motore tapparelle elettriche con pulsante doppio inter-bloccato e’ il seguente:
il cavo della direzione salita dal pulsante doppio inter-bloccato (rosa nello schema) all’ingresso SW2 dello Shelly 2.5
il cavo del motore elettrico direzione salita (nero nello schema) all’uscita 02 dello Shelly 2.5
il cavo della direzione discesa dal pulsante doppio inter-bloccato (rosso nello schema) all’ingresso SW1 dello Shelly 2.5
il cavo del motore elettrico direzione discesa (marrone nello schema) all’uscita 01 dello Shelly 2.5
Schema elettrico di collegamento tra Shelly 2.5 tapparelle elettriche
Configurazione Shelly 2.5 con tapparelle elettriche
Una volta effettuato il collegamento elettrico dello Shelly 2.5 al motore tapparelle e’ necessario associarlo all’app ed effettuare la configurazione.
Raccomando la lettura preliminare della guida a Shelly Cloud App, mentre qui ci focalizzeremo sulle configurazioni specifiche.
Per poter utilizzare lo Shelly 2.5 per comandare le tapparelle occorre configurarlo nelle impostazioni sull’app Shelly Cloud in modalità Roller Shutter:
La prima operazione che raccomando di effettuare e’ la calibrazione automatica:
Lo Shelly 2.5 effettua la calibrazione automatica mediante due cicli di apertura e chiusura delle tapparelle: grazie alla misura della potenza elettrica assorbita determina esattamente quando i finecorsa meccanici interrompono il funzionamento del motore e di conseguenza i tempi di apertura e chiusura effettivamente necessari.
Questa operazione iniziale consentirà allo Shelly 2.5 di gestire in modo accurato la posizione in percentuale di apertura delle tapparelle.
Opzioni di configurazione Shelly 2.5 con tapparelle elettriche
Nella modalità Roller Shutter sono disponibili numerose funzioni specifiche per la gestione delle tapparelle.
All’interno delle Impostazioni dello Shelly 2.5 in modalità Roller Shutter (tapparelle) abbiamo, oltre alla calibrazione, queste opzioni aggiuntive o modificate:
Power on default mode: azione effettuata dopo una mancanza di alimentazione elettrica (apertura/chiusura/fermo)
Open/Close working time: tempo di funzionamento del motore, differenziato tra apertura e chiusura; utile nel caso non si faccia la calibrazione automatica
Input buttons mode: selezione tra uno o due pulsanti di ingresso
Button type: tipologia di comando di ingresso (pulsante o interruttore)
Swap inputs: scambio dei comandi di ingresso
Reverse directions: scambio delle direzioni di movimento
All’interno della Sicurezza dello Shelly 2.5 in modalità Roller Shutter (tapparelle) abbiamo invece queste voci aggiuntive:
Obstacle detection: grazie alla misura del consumo elettrico riconosce se il motore sia stato bloccato nel corso del movimento da un ostacolo
Safety switch: in caso di un solo pulsante esterno (One button) e possibile collegarne un secondo con funzione di sicurezza
Shelly 2.5 permette di comandare le tapparelle con Alexa e Google Home: leggi la mia guida a Shelly Alexa e Google Home. Per approfondire come gestire più tapparelle contemporaneamente, leggi la mia guida alle migliori routine Alexa.
Evidenzierei che lo Shelly 2.5 viene riconosciuto da Alexa e Google Home come dispositivo di gestione tapparelle in quanto in grado di controllarne precisamente la posizione. Questo assicura che sia supportata quindi la gamma completa di comandi vocali per gestire tapparelle e tende:
“Alexa, apri le tapparelle”
“Alexa, chiudi le tapparelle”
“Alexa, abbassa le tapparelle”
“Alexa, ferma le tapparelle”
“Alexa, Imposta le tapparelle al 50%”
L’unico limite della famiglia di dispositivi Shelly, per quanto non sostanziale, è che al momento non supportano IFTTT.